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Il Fumoso Boudoir dell'Esteta AlticcioHomo sum: nihil humani a me alienum puto. |
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I post più significativi che sono stati pubblicati su questo blog.
Sulla scia delle "Deomassime" biondiane, propongo il meglio del mio Prof di diritto privato.
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February 02 Addio, e siate i benvenuti.Palco vuoto. L'Esteta Alticcio entra in scena.
E: Ho deciso di chiudere questo blog.
L'Esteta Alticcio ha concluso la propria fase estetica, non può più esistere in quanto tale - e deve trasformarsi.
Scorro queste pagine e rivedo il mio pimo anno e mezzo di università. All'inizio leggevo Wilde. Adesso leggo Gandhi.
Ho deciso di chiudere questo blog.
E' stato bello scriverlo, davvero tanto. Ma preferisco chiuderlo, piuttosto che snaturarlo.
Probabilmente in futuro ne aprirò un altro mio personale - avrò cura di inserire qui il link. Nel frattempo, se vorrete, continuate a seguirmi su "To Honolulu". Altrimenti adieu, e buon futuro.
L'Esteta fa per uscire di scena ma si ferma.
E: E mi raccomando, correte dietro ai vostri sogni.
Esce di scena.
Sipario.
January 11 11 gennaio 1999"Benedetto Croce diceva che fino a diciott'anni tutti scrivono poesie e che, da quest'età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d'arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l'esuberanza creativa."
Grazie, Fabrizio.
January 02 Le porte della percezioneQuella della droga è una faccenda sporca. Mafie, fiumi di denaro, regolamenti di conti, spacciatori, delinquenti, gravi effetti indesiderati, danni fisici e psichici, perdita del controllo, overdose, evasione, dipendenza. Questi, alcuni stralci che a ragione rendono il mondo della droga tanto malvisto, ma a mio parere anche un fiore all’occhiello per la figura del depravato ritratto dell’ideologia occidentale. In effetti, la droga è un magnifico compendio del marcio che infetta la nostra realtà. C’è la frenesia della trasgressione, c’è lo sballo, ci sono i soldi, il vecchio mito della roba di Mazzarò e una sua rivisitazione in chiave postindustriale con l’”Oh, ce l’hai la roba?”; ci sono i giochi di forza, c’è la giustizia autarchica, ci sono i brividi delle risse sul filo del coltello; c’è il goffo tentativo di riempire il bianco assordante del silenzio vertiginoso che il giovane standard si sente dentro, con galassie di pasticche colorate a prezzi alti ma ragionevoli, un oblio di sei ore di un io ipotecato per comprare qualcosa che non serve a niente, il tanto agognato affrancamento da responsabilità e consapevolezza; la possibilità di essere come vorremmo, coprendo con una spolverata candida la stanchezza della morte quotidiana, alla ricerca di un senso di onnipotenza perduto insieme ai sogni che il mondo grande brutto e cattivo ci nega. Insomma, la droga è diventata una piaga e ha fatto il nido nelle voragini che naturalmente crea l’assenza di una cultura della pienezza, della riflessione e dell’altruismo. Ma cerchiamo comunque di non avere pregiudizi.
Saggio, Bukowski, come al solito. In effetti l’astensione dalla droga non è garanzia di integrità morale, né di salute, né di consapevolezza. Anzi. Spesso certi tipi di droga sono stati visti come chiavi per saltare temporaneamente a stati di coscienza elevati, esaltati da artisti d’ogni genere, luogo e tempo - e non a torto. Infatti, l’alterazione di coscienza meditata, in individui particolarmente sensibili e versati nella ricerca o nell’espressione, può portare a delle grandi prese di consapevolezza comunicabili.
Blake già intuiva quello che solo dopo più di un secolo dalla sua morte, in questo nostro mondo occidentale, da teoria sarebbe diventata pratica: l’idea che sia possibile varcare i limiti che la percezione dei soli cinque sensi ci impone. Balzare ad una consapevolezza universale di una universale comunione con e di tutto ciò che esiste. Scoprire in un quadro squallido tutta la tragedia dei secoli, commuoversi davanti alla metafora tangibile del fuoco, sorprendere l’alba in una ampolla d’olio; accorgersi all’improvviso della bellezza incommensurabile di ogni volto e coglierne e comprendere con presenza tutte le espressioni che vi balenano sopra, vivere le storie che un tavolo antico racconta coi suoi graffi, essere davvero felici ed emozionati ogni volta che siamo in grado di appagare il bisogno altrui più consueto ed invisibile, servire con gioia, intuire la portata dei simboli, ridere come matti al pensiero della cosa che ci realizza di più al mondo, uscire di casa e percepire in tutto il cielo stellato arcobaleni di luce vecchi di millenni.
La vecchia cultura della droga è morta da tempo. Il suo grave errore è stato quello di trascurare la realtà, oltre, ovviamente, a quotidianizzare qualcosa di estremamente distruttivo per il corpo umano; la nuova cultura dello stupefacente, oggi, non è affatto stupefacente. I vecchi errori hanno brillantemente resistito al’usura del tempo, mentre i grandi ideali di concordia, pace e uguaglianza sono stati spazzati via dal vento del nord. Al sabato sera, i drogatucci pre-intellettuali di periferia leggono Rimbaud illudendosi di poterne ripercorrere gli eccessi, e se trovano dell’assenziaccio si sentono un po’ più Baudelaire; in città, intorno alle discoteche, giovani liceali fumano canne come se fossero architetti di fama che, stressatissimi, a fine giornata vogliono rilassarsi un po’, mentre altri si imbottiscono di droghe sintetiche che gli friggono le sinapsi (poco male, visto a che cosa gli servono). Poco lontano, studentesse americane rompono il tabù degli States e bevono fino al coma, mentre degli aitanti Italiani dagli occhi rossi ne approfittano e prima di chiamare i soccorsi le fottono cinque per una. Per fortuna, però, ogni tanto, dal pomeriggio, in case da cui si vedono dei bei panorami, altre persone bevono vino scelto, e non poco, ascoltando musica e suonando, parlando di cazzate e di paulo maiora, talvolta assumendo qualcosa di diverso - con una penna a portata di mano per vedere di nascosto l’effetto che fa aprire uno spiraglio nelle porte della percezione.
>>>>>TO HONOLULU<<<<< December 24 Evoluzione nella modernità |
Opere divine che mi affollano la testa
Altre opere divine che mi affollano la testa
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